Quello che si prova suonando è impossibile spiegarlo a chi non l’ha mai fatto: come puoi raccontargli la sensazione di sentire la musica che letteralmente esce dalle tue mani, la meraviglia del ritmo che sgorga dalla tua chitarra, la possibilità di tirare fuori le emozioni più intense e quelle più nascoste, sotto forma di Musica

Non c’è niente da fare, è qualcosa di totalmente straordinario, un tipo di esperienza che solo chi l’ha provata può capire davvero.

Ma… c’è un problema.
E non da poco.

…e la Maledizione della Chitarra sull’Armadio

Quante sono le chitarre nelle case italiane che giacciono nelle loro custodie, dimenticate a prendere polvere in cima a qualche armadio?

Migliaia. Letteralmente migliaia.
E lo sai perché?

Le “vocine-dentro” che ti abbattono

Che tu sappia già suonare o che per il momento sia solo un sogno a occhi aperti, c’è qualcosa che probabilmente conosci piuttosto bene:

  • sale dentro di te la curiosità per qualcosa che senti che potrà farti stare bene: non hai ancora le idee chiare, ma senti che da qualche parte, lì, con la chitarra in mano, c’è una possibilità per te di essere felice.
    Sì: nientemeno che questo: felice.
  • Tergiversi un po’, non sei sicuro, oscilli tra il “chi me lo fa fare” e il “ma figurati se sono portato”, vorresti, ma ogni volta c’è una voce-dentro che “ti smonta”, che ti porta obiezioni, che ti riporta “coi piedi per terra”
  • Qualcuno a questo punto già cede. La chitarra viene deposta ancora prima di comprarla, a intasare la grande ammucchiata dei futuri rimpianti.
  • Qualcuno altro si decide, prende la chitarra e…

I percorsi-tipo di chi inizia a suonare

Ok, hai deciso che vuoi imparare sul serio, sei determinato, vuoi suonare la chitarra e accompagnare le canzoni con gli amici.

Bene. Da dove parti?

La via dell’autodidatta.

Una volta c’era solo l’amico “esperto” (che a risentirlo adesso magari ti fa accapponare la pelle, ma in quei momenti chiunque sappia un accordo più di te è quasi un semidio…), quello che tira fuori la chitarra e inizia a suonare, per la gioia di amici e amiche, e riesce a catalizzare intorno alla sua chitarra tutto il bello dello stare insieme.

Ti fai dare due “dritte”, o almeno ci provi.

Di solito, ha imparato “a orecchio”, riesce a fare quelle cose ma non sa esattamente come le fa, figuriamoci spiegarle a te!

Certo, oggi puoi contare su YouTube e tutorial di ogni tipo, ma resta il fatto che senza qualcuno che ti veda e ti corregga, che ti dica cosa fare e come farlo, beh, ogni passetto in avanti richiede tempi biblici, da sfiancare anche la passione più ardente…

L’insegnamento privato

Un’alternativa tipica è quella di trovarti un “maestro” privato. Nella migliore delle ipotesi, chitarristi bravissimi, di grande storia e talento, ma… senza la minima specializzazione nell’insegnamento.

Di solito, pure senza interesse in quel campo. Quelli che “purtroppo, se vuoi campare sei costretto a dar lezioni”.

Nella peggiore, degli “scappatidicasa” senza la minima idea di concetti musicali, convinti che basti saper sciorinare qualche scala (ben che vada, suonare in qualche locale della città) per essere in grado di “insegnare”.

A volte pure in buonafede, sia chiaro. In ogni caso, gente capace di rovinare un aspirante chitarrista per sempre.

Oppure chitarristi con una formazione classica, da conservatorio, che sulla carta avrebbero anche i “titoli” per essere autorevoli, ma che alla prova dei fatti si rivelano completamente inadeguati di fronte alle sfide della tecnica e degli stili contemporanei.

E anche se per qualche miracolo trovassi l’insegnante perfetto (sì, vabbè…) certo, potenzialmente, in teoria, ci sarebbe il grande vantaggio di poter contare su maggiori attenzioni alla crescita individuale.

Quello che davvero manca, però, sono i potenti catalizzatori dell’apprendimento in gruppo; e per giunta (oltre ai costi spesso vertiginosi), a causa della carenza di verifiche e confronti, si insinua spesso il pericolo di ritrovarsi con un solo punto di riferimento: il proprio insegnante!

Le “scuole di musica”

Dall’altra parte, le “scuole di musica”.
Se un po’ mi conosci, tu sai quanto io odio le scuole di musica. Mi viene proprio l’orticaria solo a sentirle nominare.

Ascolta: scuoladimusica

Non senti già i tuoi soldi sgusciare via dalle tasche per andare a foraggiare una struttura nella quale finirai col passare anni e anni, quasi “per inerzia”, senza nemmeno ricordarti più quale fosse il tuo obiettivo iniziale…?
(Il loro, di scopo, è invece sempre molto chiaro: buttare dentro più allievi possibile, indiscriminatamente).

A loro volta, le scuole di musica si dividono in due percorsi possibili:

  • lezioni di gruppo: sicuramente è una soluzione che presenta indubbi vantaggi economici, e in più offre gli stimoli indiscutibili derivanti dalle dinamiche di gruppo, che (se sono gestite correttamente, da gente con una preparazione specificaahi ahi ahi…), possono incrementare velocità e efficacia dei processi di apprendimento. Lo studio però soffre di una certa massificazione; la lamentela consueta, specie per chi davvero ha passione e motivazione, riguarda la mancanza di cure personalizzate, di rifiniture specifiche sulle esigenze individuali.
  • lezioni individuali: tutti gli svantaggi dell’insegnamento privato, perdipiù in un contesto anonimo e altamente “burocratico” (la quota d’iscrizione, il dannato saggio di fine anno); l’unico aspetto potenzialmente imbattibile dell’insegnamento privato viene spazzato irrimediabilmente via dalle esigenze della struttura, i direttori, la segreteria, il saggio di fine anno, le prove… Insomma: nemmeno la possibilità di una vera e propria cura ai massimi livelli riesce a trovare mai uno sbocco adeguato. E tu paghi, e fai le tue brave lezioni-che-non-finiranno-mai, e così via.

Una soluzione radicalmente diversa.

Qui no. Una cura maniacale, minuziosa, nella stesura di piani di studio aggiornati e efficaci, con obiettivi chiari e percorsi definiti:

stabilire con precisione dove si vuole arrivare; tracciare una rotta chiara per arrivarci; affidare l’attuazione del percorso a turbo-pratiche (speed learning)

Dove vuoi arrivare lo puoi decidere soltanto tu.

Per il percorso e le metodologie, c’è CantaCHITARRA.

Il percorso è chiaro. Massimo due anni, punto. Non staremo a spillarti soldi a tempo indeterminato, trascinando avanti più o meno all’infinito un gioco al ribasso in cui qualcosa impari, certo, ma al prezzo di diventare sempre più dipendente dal tuo insegnante.
Questo è un punto di orgoglio, qui. Ripetiamolo, perché sia bene chiaro: due anni. Massimo. Poi basta.

Cioè: se nel frattempo avrai maturato altre esigenze
e altri obiettivi, puoi “dirottarti” sui super piani-di-studio di Guitar PRAXIS, l’unico Centro di Formazione per Chitarristi a Genova dal 1999 (CantaCHITARRA è proprio una “costola” di Guitar PRAXIS, che è una cosa diversa da tutte le altre, concepita e strutturata per tirare fuori il massimo da chitarristi elettrici e acustici che con la chitarra vogliono fare sul serio)

Ma se i tuoi obiettivi restano quelli che ti spingono a iniziare adesso, allora CantaCHITARRA ha una “data di scadenza”.

È un impegno preciso, che nessun altro ti offre: in due anni ti prendiamo e ti portiamo a suonare le canzoni che ti piacciono, a cantare con i tuoi amici in compagnia, con la consapevolezza di avere sotto controllo tutti gli accordi principali e una spigliatezza ritmica sufficiente per cavartela con strumming e arpeggi secondo le tue necessità.

E possiamo farlo perché in realtà sappiamo bene (e lo sai anche tu) che persino i piani di studio, per quanto “affilati”, non stanno al primo posto.

Prima dei contenuti e del lavoro specifico sulle singole materie di studio (un lavoro comunque gigantesco, v. più avanti), quello che fa la differenza è la capacità di garantire sul serio una profonda assimilazione del processo.

Perché le informazioni migliori non servono a granché, finché non “entrano in circolo”. E un percorso di studio efficace deve potenziare questo processo, comprimendone i tempi e moltiplicandone i risultati (capacità di comprendere, ricordare; e soprattutto: mettere in pratica, suonando).

 

Lo studio PRAXIS (e l’approccio in CantaCHITARRA, che da quello deriva) è soprattutto questo: la sua particolarità e unicità sta nelle metodologie di insegnamento che si basano su tecniche didattiche di scuola USA, le più avanzate e aggiornate al mondo.

Già, perché non basta “suonare bene”, per insegnare in maniera efficace. Certo, è indispensabile: devi suonare alla grande, al top. Ma poi c’è di più. Molto, molto di più.

Per esempio, ci vuole una attenzione speciale alla gestione delle dinamiche di gruppo, che in un contesto stimolante e controllato sono un potentissimo moltiplicatore dell’apprendimento, e che invece, lasciate a se stesse (o anche a una generica “buona volontà” dell’insegnante) diventano facilmente un fattore di dispersione dell’attenzione.

È per questo che anche la selezione degli insegnanti in tutto il mondo PRAXIS è durissima.
Talmente dura che è persino capitato di non attivare un corso, nonostante le richieste di persone pronte a pagare, perché in quel momento nessuno dei nostri insegnanti era disponibile, e nessuno dei candidati era all’altezza della promessa che ti facciamo.

In pratica

Ok, ma dopo tanto parlare di piani di studio, vogliamo finalmente verderli un po’ da vicino?
In altre parole: in concreto, che cosa imparerai a CantaCHITARRA?

Fondamentali

  • Conoscere la chitarra e le sue parti
  • Tenerla e suonarla in maniera corretta e con naturalezza
  • Imparare il linguaggio specifico della musica, con i suoi termini tecnici
  • Leggere a prima vista i simboli della scrittura per chitarra
  • Leggere le sigle degli accordi in notazione internazionale
  • Impostare una tecnica accurata per il plettro e con le dita

Armonia

  • Accordi maggiori in posizione aperta
  • Accordi minori in posizione aperta
  • Accordi di settima in posizione aperta
  • Accordi minore settima in posizione aperta
  • I meccanismi del barrè
  • Gli accordi con barrè in “forma-di-Mi” (maj, min, 7, m7)
  • Gli accordi con barrè in “forma-di-La” (maj, min, 7, m7)
  • Altri accordi: maj7, dim7
  • I “giri” di accordi, riconoscerli e eseguirli:
    I V vi IV
    I vi IV V
    I vi ii V
    ecc.

Ritmica

  • Il senso del ritmo
  • Strumming e pattern di crome
  • Strumming e pattern di semicrome
  • Strumming e pattern di terzine Separazione bassi/acuti
  • Arpeggi:
    classici: pima, pimamiam, pimiaimi, pimami…
    fingerpicking
  • Identificare a orecchio il ritmo di una canzone
  • Scegliere i pattern di strumming per una canzone
  • Scegliere lo schema di arpeggio per una canzone

Repertorio

Selezione dal repertorio contemporaneo italiano e internazionale.

 

*****

Ma… per ottenere tutto questo, come si fa? Ti toccherà passare la tua ora qui prendendo appunti confusi che finirai col perdere in giro per casa? Oppure dovrai fare a memoria, sperando di ricordarti tutto quello che ti è stato mostrato a lezione?

Nemmeno per sogno.
Nel costo delle lezioni sono integrati TUTTI i materiali didattici: fascicoli con spiegazioni, esercizi e persino tabelle-di-marcia per allenarti a casa!

Il tempo è prezioso, puoi raggiungere i tuoi risultati solo se sai esattamente cosa praticare e come praticarlo. E tutto qui è concepito espressamente per metterti in condizioni di fare così.

Nessuno spreco di tempo e di attenzione, soltanto suonare, suonare, suonare!

 

Ah! E che dire dell’ambiente?

Stimolante, creativo, su-misura per quello che vuoi ottenere come chitarrista. Volendo, puoi stare qui anche tutto il giorno tutti i giorni!

C’è la climatizzazione nelle aule e nella biblioteca (già, perché c’è anche una biblioteca didattica di svariate centinaia di migliaia di pagine tra libri, riviste, manuali, spartiti, testi di studio delle più prestigiose scuole USA…), c’è una zona-studio dove puoi fare pratica in cuffia tutte le volte che vuoi, c’è persino un laboratorio per imparare a fare manutenzione sulla tua chitarra…

Manchi solo tu, davvero.